L’EDITORIALE. UNA MANOVRA ECONOMICA CON IL FIATO CORTO

di Agostino Bonomo
Presidente Confartigianato Vicenza

Di emendamento in emendamento, chissà quanto e come cambierà, da qui alle prossime settimane, la Manovra Economica del Governo per il 2020, che nel frattempo l’Unione Europea ha sì avallato, ma riservandosi un ulteriore esame in primavera, per valutare il pieno rispetto del Patto di Stabilità. Però, al di là di ogni considerazione tecnicistica sul come far quadrare i conti pubblici, una cosa salta comunque agli occhi: che si tratta di una Finanziaria di corto respiro, di orizzonte limitato.
Un esempio sul fronte sociale, prima che ci soffermiamo sulle imprese? Eccolo: è positivo il fatto che siano stati inseriti 600 milioni di euro a favore della famiglia, con una destinazione al 50% per la costruzione di asili nido e il restante per le classi meno abbienti, con un sostegno per il pagamento delle rette delle scuole materne.

QUELLO CHE NON CI SERVE SONO I DECRETI “IDEOLOGICI”

Il mondo delle imprese non ragiona per logiche di schieramento politico, e neppure si lascia catturare emotivamente dagli annunci, dagli slogan, preferendo guardare alla sostanza delle cose. È per questo che il primo atto economico del nuovo Governo, giunto a un mese esatto dal giuramento e per questo particolarmente atteso, ci è sembrato un provvedimento molto ideologico. Di più: il cosiddetto “Decreto Dignità” approvato dal Consiglio dei Ministri e illustrato dal responsabile del dicastero del Lavoro, Luigi Di Maio, è apparso caratterizzato da una sorta di pregiudizio (negativo) proprio verso le imprese.

IL CAPOLUOGO E LA “POLITICA DEL RISULTATO”

La città di Vicenza ha una nuova amministrazione. Ed è indubbio che le politiche del capoluogo abbiano una forte rilevanza, oltre che per le imprese che vi operano, anche rispetto alle scelte dei centri limitrofi (e non solo). Per questo come Confartigianato abbiamo sottoposto alle aziende attive nel Comune, attraverso il Mandamento territoriale, un questionario sui temi che toccano l’impresa e l’intera comunità, sul quale i nostri soci sono stati chiamati a esprimersi. Molti gli argomenti affrontati nel sondaggio: qualificazione edilizia, sicurezza, burocrazia, sviluppo turistico, abusivismo, Smart City, accesso alla ZTL (Zona Traffico Limitato), a fianco di altri capitoli quali la viabilità, la tassazione, le politiche sociali, le infrastrutture.

Reddito di cittadinanza: le imprese non diventino l’ennesimo alibi per giustificare una scelta negativa, sbagliata fin dal titolo

Le imprese non devono diventare l’anello debole di una catena che sin dalla sua proposta abbiamo dichiarato non essere idonea per risolvere il problema occupazionale del nostro Paese. Se le attività produttive non operano in un contesto che permette loro di continuare a generare valore, mancano della possibilità di implementare gli organici e gli sgravi fiscali previsti per l’assunzione di beneficiari di reddito di cittadinanza non rappresenteranno di certo una leva attrattiva.

AIUTIAMOCI A CASA LORO (IN RUSSIA E CINA) E FORMIAMOCI A CASA NOSTRA (ONLINE)

In un’Italia che non cessa di essere “a due velocità”, quella del lento apparato pubblico e quella di un sistema produttivo obbligato a essere svelto, perché il mercato non aspetta nessuno, che cosa deve fare un’associazione di imprenditori come la nostra? Deve aiutare le imprese a competere, cercando in tutti i modi di mitigare i dannosi effetti di un sistema Paese dove ci vogliono mesi non solo per fare un governo, ma anche per ottenere dalla burocrazia un certificato, un documento. Ad esempio, lo sappiamo tutti quanto sia importante l’export nella nostra provincia, una forza che va sostenuta anche battendo nuove strade. E così, mentre altri soggetti istituzionali, per motivi diversi, sono stati costretti (o hanno scelto) di abbandonare il presidio di alcuni mercati esteri prioritari, come Confartigianato Vicenza abbiamo deciso di andare controcorrente attivando due nostri uffici, uno a Mosca e uno a Pechino.