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contabilità ordinaria vs semplificata

Quali sono le differenze tra contabilità ordinaria e semplificata?

Il regime di contabilità che obbligatoriamente è previsto dalla Legge per imprenditori e società prevede la tenuta di libro giornale e libro degli inventari, registri IVA e scritture contabili, che consentono di dare informazioni patrimoniali e finanziarie, oltre che reddituali, importanti per capire l’andamento dell’attività imprenditoriale. Questo è il regime di contabilità ordinaria.

E’ previsto poi il regime di contabilità semplificata che è una semplificazione facoltativa per i soggetti che non superino nell’esercizio precedente i seguenti limiti di ricavi:

  • 400.000€ per le attività aventi ad oggetto prestazioni di servizi
  • 700.000€ per tutte le altre attività.

Questi soggetti sono esonerati dalla tenuta delle scritture contabili e devono provvedere soltanto alla contabilizzazione dei componenti di reddito ai fini della determinazione delle imposte e a registrare le fatture al fine delle corretta liquidazione dell’IVA.

Quali i vantaggi per l’azienda con il regime di contabilità ordinaria?

La soluzione del regime di contabilità semplificata tuttavia può essere meno vantaggiosa rispetto al regime di contabilità ordinaria.
La tenuta delle scritture contabili infatti consente un controllo degli equilibri finanziari aziendali ed è sempre più importante anche nella fase di ricorso al sistema bancario.
La banca inoltre concede il credito alle imprese che dimostrano sostenibilità economica, ma soprattutto finanziaria e patrimoniale, e questo obiettivo si può raggiungere solo attraverso un’adeguata informativa sui flussi di cassa generati dall’attività d’impresa.
Anche per le imprese di minori dimensioni diventa quindi importante adottare il regime di contabilità ordinaria, da considerare come strumento utile per analisi strategiche e previsionali e per presentarsi in modo adeguato nei confronti del sistema bancario.

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    apprendistato cos'è

    Che cos’è e quanto dura il contratto di apprendistato?

    Il contratto di apprendistato è un contratto che permette di adeguare le conoscenze e la professionalità del lavoratore alle esigenze del mercato del lavoro e dell’azienda.

    Esistono vari tipi di apprendistato:

    • L’apprendistato per la qualifica e diploma professionale
    • L’apprendistato professionalizzante
    • L’apprendistato di alta formazione e ricerca

    Il contratto di apprendistato professionalizzante costituisce la forma privilegiata per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
    Tutte le aziende possono assumere un apprendista, ovviamente con i limiti che sono loro specifici. Generalmente il limite all’assunzione dell’apprendista è dato dalla proporzione con il numero di lavoratori qualificati presenti in azienda; questo per garantire una adeguata formazione al giovane lavoratore.
    Se l’azienda è un’impresa artigiana, bisogna tenere anche conto della legge quadro e dei limiti dimensionali specifici per questo settore.

    Che cos’è l’apprendistato professionalizzante?

    L‘apprendistato professionalizzante è destinato ai giovani tra i 18 e 29 anni. E’ possibile instaurare un rapporto di apprendistato professionalizzante anche con un lavoratore di 17 anni purché in possesso di qualifica professionale.

    Quanto dura il contratto di apprendistato?

    La durata dell’apprendistato dipende dal settore ma generalmente ha una durata massima di 3 anni (per l’artigianato limite a 5 anni). Per tutta la sua durata, il contratto di apprendistato è considerato a tempo indeterminato.
    Al termine del periodo, le parti possono recedere dal contratto con un semplice preavviso. Se il preavviso non viene dato, il rapporto di lavoro continua a tempo indeterminato.

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      registro carico scarico rifiuti

      Registro di carico e scarico rifiuti: che cos’è e chi è obbligato?

      Il registro di carico e scarico rifiuti è il registro in cui devono essere annotati i movimenti di carico e di scarico dei rifiuti. Deve essere tenuto per ogni sede operativa e costituisce, insieme al formulario, prova della loro tracciabilità, della loro produzione e del loro invio al recupero o smaltimento. Tale registro prima del suo utilizzo deve essere vidimato presso l’ufficio della Camera di Commercio territorialmente competente e conservato per tre anni dalla data dell’ultima registrazione.

      aprire impresa artigiana

      Come aprire un’impresa artigiana?

      Prima di avviare un’attività artigiana bisogna verificare se in possesso dei requisiti soggettivi e oggettivi previsti dalla legge Quadro 443/85 e se l’attività artigiana viene svolta in maniera prevalente. Bisogna verificare inoltre se necessario il possesso di alcuni requisiti professionali e alcune autorizzazioni ambientali o sulla sicurezza relative ai locali o alle fasi di lavorazione.

      sicurezza informatica

      Phishing e malware, come proteggersi?

      La sicurezza informatica è l’insieme di tutti i mezzi e di tutte le pratiche che vengono adottate per difendere i sistemi informatici, da attacchi sia interni che esterni, ma anche da incidenti come guasti, la rottura di un computer o semplicemente la perdita della password.

      In assemblea per “ritrovarci”

      di Gianluca Cavion, presidente Confartigianato Imprese Vicenza

      L’appuntamento è fissato per lunedì 25 ottobre, alla Sala Palladio della Fiera di Vicenza, a partire dalle ore 18. Sì: dopo mesi di incontri virtuali, l’Assemblea dei Soci di Confartigianato Imprese Vicenza si terrà finalmente “in presenza”, pur nell’ovvio rispetto delle norme anti-contagio ancora vigenti. E proprio da lì ripartiremo: dall’attuale convivenza con la pandemia, perché a noi spetta il compito di mandare avanti le nostre imprese nonostante il Covid-19. Ben sapendo che anche il lavoro è “salute”, economica e sociale.

      amazon handmade

      Come funziona Amazon Handmade e come vendere prodotti artigianali

      Amazon Handmade è lo spazio dedicato ai prodotti artigianali, nel quale i clienti possono trovare prodotti realizzati interamente a mano da imprese artigiane. Dopo aver creato un account venditore approvato, le imprese potranno richiedere l’autorizzazione alla vendita, procedura per verificare l’artigianalità dei prodotti che si intende vendere sulla piattaforma. Amazon Handmade permetterà ai venditori di gestire ogni aspetto della vendita da un unico account, di usufruire della Logistica di Amazon, rapida, efficiente e conveniente, e di creare annunci sponsorizzati per comunicare con il cliente in ogni fase del loro percorso di acquisto online. In questo modo le aziende artigiane potranno far crescere la propria attività, facendo conoscere i propri prodotti direttamente a milioni di clienti in tutto il mondo.

      opzione donna

      Opzione donna: cos’è e come andare in pensione

      Il Regime Sperimentale Donna o Opzione Donna è l’opportunità riservata alle lavoratrici autonome e dipendenti di andare in pensione prima a condizione di accettare una pensione calcolata interamente con il metodo contributivo.
      È un’opportunità rinnovata di anno in anno ed è stata prorogata con la legge di bilancio per il 2020. Ad oggi ci sono proposte affinché possa essere estesa ai prossimi anni.

      Le destinatarie sono le lavoratrici autonome e le dipendenti private e pubbliche che abbiano cominciato a lavorare prima del 01/01/1996.

      Quali requisiti sono previsti?

      L’opzione donna spetta alle lavoratrici autonome con 59 anni d’età (58 anni per le dipendenti) che abbiamo maturato 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2020. Dal raggiungimento dell’ultimo requisito (anagrafico o contributivo) si applica la cosiddetta finestra mobile di 18 o 12 mesi al termine della quale inizierà il pagamento della pensione.

      Per effetto del calcolo totalmente contributivo le lavoratrici che optano per l’opzione donna, subiscono in genere una riduzione dell’assegno rispetto alle regole del sistema misto.
      L’entità della riduzione dipende dalle caratteristiche retributive di ogni lavoratrice e per questo è importante simulare il valore dell’assegno con i due sistemi di calcolo contributivo e misto.

      Ci sono limiti per godere del regime sperimentale donna?

      Per il raggiungimento dei 35 anni sono utili i contributi a qualsiasi titolo accreditati (obbligatori, da riscatto e/o da ricongiunzione, volontari, figurativi) con eccezione dei contributi per malattia e disoccupazione.

      Sono ammesse al pensionamento anticipato anche coloro che avendo maturato i requisiti in tempo utile per l’accesso al regime presentino domanda successivamente alla scadenza, si applica quindi il principio della cristallizzazione del diritto a pensione.

      Per maggiori informazioni scrivici a inapa@confartigianatovicenza.it

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        smart working buoni pasto

        Smart working: retribuzione, buoni pasto e orario di lavoro

        Uno dei termini più ricorrenti nel periodo della pandemia COVID – 19 è sicuramente quello di “smart working”, ovvero la modalità di svolgimento della prestazione lavorativa che ha luogo in parte nei locali aziendali e in parte all’esterno.
        Non è molto risaputo, tuttavia, che questa modalità di svolgimento della prestazione lavorativa è stata istituita da una legge del 2017, anche se sino allo scorso anno era stata utilizzata molto raramente.
        Alcuni aspetti di regolamentazione e di gestione del rapporto lavorativo non suscitano particolari problemi anche se applicati allo smart working; altri al contrario rappresentano dei veri e propri nodi da sciogliere, emersi a seguito dell’incremento improvviso del ricorso a questa particolare forma di lavoro.

        Come attivare lo smart working?

        Lo smart working viene attivato con un accordo scritto tra azienda e lavoratore e può essere a tempo determinato o indeterminato.
        Il lavoratore in smart working ha diritto allo stesso trattamento retributivo e normativo di un lavoratore che presta la propria attività all’interno dei locali aziendali.
        La prestazione lavorativa deve essere eseguita entro i limiti dell’orario giornaliero e settimanale prevista dalla normativa generale e dalla contrattazione collettiva.

        Come vengono gestiti i buoni pasto?

        La giurisprudenza è concorde a ritenere il buono pasto un beneficio non rientrante nel concetto di retribuzione, e quindi è a discrezionalità del datore di lavoro continuare ad erogare i buoni pasto durante lo smart working oppure sospenderli. La normativa generale non dice nulla a riguardo né la contrattazione collettiva.

        Si ritiene che l’esperienza del lavoro in smart working sarà destinata a proseguire una volta terminato l’evento pandemico; sarà quindi necessario ripensare a questo strumento uscendo da un’ottica emergenziale tramite la stipulazione di accordi strutturati che colmino eventuali lacune ad oggi presenti.

        Per informazioni i riferimenti dell’Area Lavoro di Confartigianato Vicenza sono:

        e-mail: lavoro@confartigianatovicenza.it

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